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Europei nuoto, Scozzoli oro nei 50 rana, argento per la staffetta x50 stile libero

Europei nuoto, Scozzoli oro nei 50 rana, argento per la staffetta x50 stile libero

Fabio Scozzoli è campione d’Europa. Ha vinto l’oro numero 58 nella storia del nuoto italiano in Europa, nei 50 rana in vasca corta a Copenaghen, prima giornata della rassegna continentale e subito un azzurro in cima al podio. Per Scozzoli non è una novità: aveva già vinto questo titolo nel 2011 e nel 2012. Nella semifinale si era visto uguagliato il suo record europeo dal russo Prigoda e se lo è ripreso subito: 25.62 il suo nuovo primato. Oltre a Prigoda, Fabio Scozzoli, classe 1988, ha sconfitto pure il fenomenale inglese Adam Peaty. Il ragazzo Martinenghi, ottavo, è felice per aver visto vincere il suo “idolo”.

Scozzoli, fidanzato con Martina Carraro, “is back”: aveva avuto degli ottimi inizi, poi aveva avuto una serie di infortuni che l’avevano allontanato dai successo che gli si erano prospettati. Si è ricostruito con grande pazienza, tornando ad allenarsi con quello che l’aveva cresciuto da piccolo, Cesare Casella, all’Imola Nuoto.

Una dedica commovente quella di Fabio: è per Mattia Dall’Aglio, il giovane nuotatore suo amico scomparso improvvisamente l’estate scorsa, il 6 agosto, in palestra.

L’ARGENTO DEI MILLENNIALS
I ragazzi del “dopo Magnini” prendono l’argento nella staffetta 4x50 stile libero che vede al primo posto la rinascente Russia. L’avvio di Luca Dotto è stato ancora straordinario: 20.92! E’ il miglior Dotto di sempre, il secondo italiano sotto i 21 secondi. 20.73 per Zazzeri, 21.17 per Miressi, 20.75 per Marco Orsi che in finale ha preso il posto di Vergani.

Luca Dotto inseguiva questa prestazione personale da 7 anni ed è pronto da leader della staffetta; e guarda con fiducia le gare individuali: “Gente che nuota sotto i 21 secondi non ce n’è tanta”. 1:23.67 il totale azzurro, la Russia, con primo frazionista il fresco vincitore dei 200 dorso Kolesnikov, ha nuotato in 1:23.23.

FEDERICA DA 100
Federica Pellegrini, un po’ meno platinata ma “senza nemmeno un rammarico”, è decima nella lista dei risultati in semifinale nei 100 dorso: “Ho buttato giù di nove decimi il mio personale in una gara che non ho mai fatto a livello internazionale e sono felice, strafelice”, si autoconvince la Pellegrini, che in realtà sta tentando la nuova corsia della velocità e dunque fa tentativi ed esperimenti pensando a Tokyo 2020. “I 200 li ho smessi, una decisione logica”, ma se uno insiste lei dice che “nella vita non c’è niente di definitivo”. La Hosszu ha vinto la batteria in cui Fede è stata quarta in 57.98, per l’ungherese 56.88. “Domani ho i 100 stile libero e vedremo” dice la campionessa sorridente, che, sostiene “guarderò con curiosità i 200 ma senza nessuna nostalgia; il 2018 sarà un anno easy, voglio sperimentare cose nuove”.

Delusa Silvia Scalia, il cui tempo è il sedicesimo, peggiorando il crono mattutino.

FARFALLONI
Due ragazzi in finale nei 100 farfalla: Matteo Rivolta vince la sua semi in 50.01, che è il miglior tempo “ma mi sa che gli altri si sono nascosti”, Piero Codia in 50.62 terzo nella sua, è settimo tempo di finale, alla quale non parteciperà Laszlo Cseh che non ha trovato il tempo giusto.

RANE, PRINCIPI E PRINCIPESSE
L’acqua della Royal Arena è al bacio per i nuotatori azzurri: le rane diventano principi e principesse. I due maschi sono andati in finale nei 50, Fabio Scozzoli con il secondo tempo, 25:72, nella batteria che vede il russo Prigoda, 25:72 uguagliare il primato europeo di Fabio; Nicolò Martinenghi entra con l’ottavo tempo, un 26.31, nella serie di Adam Peaty (25.81). Per il ragazzo azzurro è il primato mondiale juniores.

Tra le donne è entrata in finale con il quinto tempo Arianna Castiglioni, che ha migliorato ancora il record italiano già ottenuto la mattina: 30.01 il suo tempo, sente il muro vicino. Ma il muro resiste: e Arianna in finale è sesta, con quattro ragazze sotto i 30 secondi e prima la Meilutyte in 29.36. Arianna va un po’ peggio del primo pomeriggio, 30.06. Primato personale ma niente finale per Martina Carraro.

CAPITANO IN RIMA
Il ritiro di Filippo Magnini ha lasciato vacante il ruolo di capitano azzurro: si è fatta l’elezione, senza bisogno di ricorrere a porcellum, italicum o rosatellum, la quota rosa era garantita dalla candidatura di Erika Ferraioli, ma Erika ha ottenuto il 35 per cento dei voti; e così, con uno schiacciante 65 per cento, è risultato eletto Federico Turrini, mistista, classe ‘87. La divisione per gender fra gli aventi diritto era di 21 maschi e 15 femmine: più o meno proporzioni rispettate nell’urna.

KATINKA SUBITO
L’ungherese Katinka Hosszu è subito d’oro con un “bagnetto” da 4:24.79 nei 400 misti, un vantaggio di quasi quattro secondi (3.99) sulla francese Grangeon; l’azzurra Ilaria Cusinato è ai piedi del podio, quarta in 4:32.84. “Poteva andar meglio, ma scuola, allenamenti eccetera, e alla fine ero proprio stanca. Mi allenerò di più e più seriamente”, dice Ilaria, studentessa di lingue, in particolare cinese.

GIGANTE BILLENNIAL
Strepitoso il russo Kliment Kolesnikov, billennial nato nell’anno 2000. Ha vinto i 200 dorso in 1.48:02 che è record del mondo juniores. E’ alto quasi due metri ed un talento di garantito avvenire.

Russo (la Grande Madre Russia sta tornando alla grandissima nel nuoto) anche il vincitore dei 400 stile libero, senza italiani in finale: è Alexandr Krasnykh, 3:35.31 il suo tempo con terzo posto per il norvegese Henrik Christiansen che sarà un avversario tra quelli di Paltrinieri nei 1500 che cominciano domani.


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