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La Fiorentina travolge 5-0 il Verona

La Fiorentina travolge 5-0 il Verona

C’è tanta Fiorentina anche perché c’è poco (eufemismo) Verona. Al Bentegodi, Pioli e i suoi trovano – oltre al primo acuto stagionale, cinquina ch’è benzina per il morale – il pomeriggio di cui avevano bisogno, cioè 90’ in cui la squadra, giovane e rinnovata (7 titolari su 11 non c’erano l’anno scorso, unici reduci Sportiello, Astori, Badelj e Chiesa) può cercarsi con calma, senza assilli (nel primo tempo, tiri in porta 0 a 7; alla fine, 3-10) e sperimentare quasi in pantofole l’intercambiabilità dei trequartisti, Chiesa, Théréau e Benassi (bei segnali), che spesso svariano, da destra a sinistra, sul fronte. La prima mezz’ora del Bentegodi, cuore del match, oltre a denudare la fragilità collettiva dell’Hellas di Pecchia – che sul mercato è intervenuto spendendo quasi nulla – fa vedere cosa può essere la Fiorentina, in attacco, se si creano idee dietro a Simeone jr e (requisito fondamentale nel gioco di Pioli) se le catene laterali funzionano. Il resto della gara, mai in discussione, anzi, impreziosito dalla perla su punizione del signorino francese Veretout (sul suo bel piede investiti 7 milioni) e dall’uncinetto finale del portoghese Dias (in prestito dal Monaco) illumina anche le zone d’ombra, dei viola, ossia certi sbilanciamenti offensivi che, se l’avversario è sveglio in contropiede (e non era questo il caso) possono mettere in ansia l’equilibrio generale – le poche chance del Verona, non per niente, sono nate da ribaltamento veloce. Quanto a singoli, il primo graffio da gigliato di Simeone jr è una delle tante buone notizie di giornata, per Pioli, insieme a un Théréau che pare destinato a capire in fretta dov’è, mentre circa i terzini, carenza strutturale di questi anni recenti, discrete le prove di Biraghi e Gaspar, anche se il lavoro difensivo cui li hanno chiamati Verde e Fares non si può certo definire improbo. Al fischio finale di Damato, le facce di Pioli e Pecchia, diverse che più non si potrebbe: il primo ­– dopo i ko con Inter e Sampdoria, buone prestazioni ma errori pagati cari nelle due aree – dà una scossa alla classifica, posando un mattoncino nella costruzione dell’identità (con spiccato potenziale avanzato) della sua Fiorentina; il secondo, al di là del gap tecnico coi viola, va a rileggersi una partita che, per il suo Verona, non è parsa nemmeno cominciare.
 


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