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Inter, Pioli: «Siamo tutti legati ai risultati»

Pioli


Stefano Pioli sfida il passato e forse il suo futuro. Dopo quatto gare, vuole tornare a vincere.

Europa League.«Deve esserlo, dobbiamo tornare alla vittoria e migliorare la posizione in classifica».

Atteggiamento. «Due situazioni ci hanno penalizzato: gestione della palla perché abbiamo subito gol perdendo palle banali, e palle inattive. Su questo dovremo lavorare«.

Andamento. «Non ho mai pensato troppo avanti o al passato. Abbiamo interpretato ogni partita al massimo, è chiaro che in una stagione ci possono essere momenti al top e cali fisiologici, al di là dei fattori tattici nelle ultime partite ci è mancata la concentrazione per 95' e sono errori che si pagano».

Derby. «Il derby è stato particolare diventa difficile trovare delle mancanze se non l'attenzione e la determinazione su palle inattive. Chi ha giocato ha dato il massimo, siamo stati in partita, dovevamo gestire megliore alcune ripartenze. Abbiamo analizzato gli errori che in passato non facevamo e dobbiamo migliorare le nostre prestazioni».

Fiorentina. «Ogni partita persa vorrebbe dire allontanarsi dall'obiettivo. Abbiamo 5 punti dalla quarta e avremo lo scontro diretto. Sabato sarà difficile e complicato, una squadra che gioca bene, allenata bene, sarà importante tornare da Firenze con i 3 punti».

Miranda. «Ha già dimostrato tutte le sue qualità e non è il singolo che può fare meglio ma tutto il collettivo che deve lavorare con piu' attenzione e precisione tatticamente e tecnicamente».

Champions sfumata. «Non credo sia in quella situazione il nostro momento delicato. Abbiamo sempre lavorato per dare il massimo. Abbiamo sempre detto che i bilanci si fanno a fine campionato e dobbiamo dare il massimo per essere soddisfatti del nostro lavoro. Abbiamo avuto un calo, commesso alcuni errori ma abbiamo tutte le possibilità per finire bene».

Futuro. «No in genere sono molto attento a queste situazioni, valuto l'operato dei dirigenti nei momenti delicati di una stagione. Troppo facile parlare quando le cose vanno bene, diventate bravi anche voi. Invece giudico i dirigenti con cui lavoro quando le cose non funzionano. Sono fortunato perché ho grande sostengo dalla società poi è normale che siamo tutti legati ai risultati».

Fiorentina. «A Firenze ho giocato sei anni la parentesi più importante con soddisfazioni ma anche delusioni, ricordo la retrocessione. Difficile giocare a Firenze, ha fermato tutte le grandi, ma tutte le partite da novembre in avanti sono state dure perché rincorriamo sempre. Non vinciamo da 4 partite, non ci siamo abituati e tornare a vincere sarebbe importante».


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