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Italia, Ventura: «Eccitato dalla sfida con la Spagna. Ce la giocheremo»

Italia, Ventura: «Eccitato dalla sfida con la Spagna. Ce la giocheremo»

Dal nostro inviato
FIRENZE L'ansia di Ventura, in attesa dello scontro diretto di sabato a Madrid, è sull'attualità: la condizione atletica precaria del gruppo e il mercato ancora aperto. Sono aspetti da non tralasciare nella preparazione della sfida del Bernabeu contro la Spagna che vale la qualificazione diretta al mondiale in Russia.
«Sarebbe meglio che i convocati giocassero nelle loro squadre ed è altrettanto evidente che le trattative ancora in corso cono un controsenso. Almeno che il mercato finisca 24 ore prima dell’inizio del campionato, ma finché non ci sarà un cambiamento, ne prenderemo atto». Il vento, in questi giorni, è contrario: «Quando ho letto che la Spagna non ha mai perso in casa nelle qualficazioni mondiali, che l’Italia no vince là dal 1949. E’ il nostro momento... Come per il discorso appena fatto sul mercato».

DOPPIO MODULO
Il ct conferma che la Nazionale ha due sistemi di gioco di riferimento: il 3-5-2 ereditato da Conte e il 4-2-4 scelto per le caratteristiche dei giocatori. Al Bernabeu è quasi sicura la difesa a 3. Ma l'assetto potrebbe essere il 3-4-3 proprio per far spazio all'azzurro più in forma del monme, cioè Insigne: «Lui stava già facendo benissimo l’anno scorso, giocatore importantissimo per il  Napoli e la Nazionale. Se sta bene altera gli equilibri. Conte una volte lo mise trequartista ed ebbe difficoltà, ma è normale. Faccio un esempio terra-terra: se uno è abituato a giocare a destra puoi anche metterlo a sinistra, ma se ci lavori un anno è un conto, se lo fai giocare dopo due giorni non può non avere problemi». Se gioca Insigne, esce uno tra Belotti e Immobile: «Loro in un tridente fanno fatica, perché sono due punte centrali. Dopodiché si può far tutto e di più: adesso Defrel gioca da esterno anche se non lo è. Ma ognuno deve stare nel suo ruolo, almeno in Nazionale».

SOLO IL SUCCESSO
«Noi lavoriamo su due moduli, uno con la difesa a tre e uno con quella a quattro. Dobbiamo essere in grado di passare da uno all'altro anche in partita». La possibile scelta del 3-4-3 rivela, invece, quale sarà l'atteggiamento dell'Italia contro la Spagna. Equilibrio ed efficacia, anche perchè gli azzurri hanno solo un risultato, cioè la vittoria, per finire al primo posto nel gruppo G: «E’ evidente che dobbiamo andarcela a giocare e andiamo là per vincere. Ultima volta che l’Italia ha vinto in Spagna è 70 anni fa vuol dire che ci sono delle difficoltà. E arriva in un momento non ottimale, storicamente, per il mercato e le cose che abbiamo detto. Ma parliano anche di Israele, perché quella vittoria ha la stessa valenza di una vittoria in Spagna. Oggi c’è consapevolezza di quello che è stato fatto. Non perdo il sonno, sono anche un po’ eccitato, mi piace andare a fare questa partita».

 


GRUPPO CONOSCIUTO
Si ferma sulle scelte fatte per queste due partite: «Ci si chiede perché ho convocato Spinazzola, Barzagli, Bernardeschi, Pellegrini che hanno giocato poco. Ma non siamo durante l’anno, la stagione è appena iniziata. Ho convocato gli stessi di Udine, ultima partita della nazionale contro il Liechtenstein, a parte Perin per Scuffet che va a fare il titolare nell’under 21. E’ chiaro che a novembre sarà diverso e potro valutare meglio i singoli. Ho fatto le convocazioni dopo una partita di campionato... Magari avessi giocatori irrinunciabili, vorrebbe dire che avremmo ancora più potenziale. Se il campionato fosse già a novembre probabilmente qui ci sarebbero giocatori mai convocati prima finora: vedo giovani interessanti, vediamo se si confermeranno».

QUOTAZIONE ESAGERATA
Ventura non è convinto che il suo pupillo Belotti vala già 100 milioni (cifra della clausola fissata dal Torino): «Ho sempre fatto guadagnare i presidenti, di solito li prendevamo a uno e li vendevamo a venti, trenta, quaranta. Credo che Belotti sia un ottimo giocatore, importante, ma che ha margini di miglioramento. In Italia funziona così: ieri ha fatto un gran gol e quindi è tutto straordinario se poi il grande gol è condito da una grande prestazione allora siamo d’accordo, ma se la prestazione è normale e c’è il gran gol, secondo me c’è solo il gran gol e poi c’è solo la prestazione normale. I grandi campioni sono quelli che fanno entrambe: Belotti è sulla strada per diventarlo, ma bisogna dargli il tempo, è giovanissimo. Secondo me la clausola serve tanto per parlare di questo. Il problema non è se li vale o no, ma che Belotti sappia di essere sulla strada giusta per diventare un giocatore importante e deve lavorare per questo». Non ha condiviso chi ha lasciato il posto sicuro in una squadra di centro classifica per entrare in una big. Il riferimento è a Spinazzola che, comunque, è poi rimasto all'Atalanta, a Bernardeschi e in parte anche a Pellegrini. «Penso che durante le trattative la Nazionale non sia al primi posto. Ognuno guarda lle proprie cose... Sulla storia dei certificati medici non spetta a me giudicare. Il mercato è da sempre così».

DIBATTITO APERTO
La Var già fa discutere. Ventura non è sorpreso: «Ci sono ancora delle incongruenze, ma come in tutte le cose quando si inizia bisogna avere pazienza. Sono favorevole ma è migliorabile».


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