Milan, la stampa cinese accusa: «Le garanzie fornite dagli acquirenti sono false». Fininvest: «Tutto regolare»

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Si complica il percorso finanziario che nelle intenzioni di Fininvest e della famiglia berlusconi dovrebbe portare alla cessione del Milan al consorzio guidato da Yonghong Li.  Arrivano dalla Cina le voci di un altro documento falso fornito proprio dal consorzio «Sino-Europe». È stato il settimanale cinese 'Caixin', che definisce «falsa» la lettera di garanzia con cui 'Bank of Dongguan' promette di finanziare il progetto di acquisizione del club rossonero.

Il gruppo cinese è in trattativa per acquisire il club di calcio italiano per una cifra di circa 740 milioni di euro, ed ha già versato 100 milioni di euro di caparra in attesa del closing che dovrebbe avvenire entro fine anno. Ma secondo Caixin tra i documenti del gruppo acquirente inviati alla Fininvest ci sarebbe anche una lettera di 'Bank of Dongguan' nel quale l'Istituto dichiara si essere «disposto a fornire l'aiuto necessario», al consorzio per ottenere fondi per l'acquisizione del Milan. 'Caixin' ha ottenuto una copia del documento con il nome e il timbro del 24 aprile. Tuttavia Bank of Dongguan, ha detto a Caixin venerdì che la lettera era un falso, spiega anche sul proprio sito web il settimanale. Già mercoledì, Bloomberg aveva definito «falso» un documento, rilasciato da un altro istituto, la 'Bank of Jiangsu'.

«Le verifiche sulla solidità finanziaria degli acquirenti si sono basate sugli approfondimenti compiuti dai nostri advisor presso istituzioni finanziarie e operatori cinesi e internazionali» e «questa solidità è stata confermata dal pagamento, in anticipo sui tempi previsti, della caparra di 100 milioni di euro da parte di Sino-Europe Sports, che ha ad oggi rispettato tutti gli impegni assunti con l'accordo firmato dalle parti ad agosto». È quanto ribadito «con forza» dalla holding del gruppo Berlusconi «a fronte dello stillicidio di rumor e indiscrezioni relative alla prima fase delle trattative per la vendita dell'AC Milan». Secondo quanto riferito oggi dal sito di news economiche cinese Caixin, la cordata avrebbe utilizzato una lettera contraffatta, con la data del 24 aprile, il nome e il marchio della Bank of Dongguan, in cui l'istituto prometteva alla cordata supporto finanziario per l'affare. La banca, chiarisce Caixin, ha spiegato che si trattava di un falso. Una storia simile a quella riferita mercoledì da Bloomberg, su una lettera di garanzia bancaria, datata 25 aprile, che la Bank of Jiangsu ha dichiarato di non aver mai emesso.

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