Serie A, per il mal di gol serve il gioco più dei giocatori

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Anche se (italo) brasiliano, Eder vestirà il nerazzurro dell'Inter per comportarsi da argentino. Come Higuain e Dybala, i trascinatori a suon di gol di Napoli e Juventus. Almeno questo è quanto spera Roberto Mancini, che l'ha voluto a tutti i costi, convinto che con lui potrà risolvere d'incanto i tanti problemi in fase offensiva della propria squadra. La speranza, si sa, è l'ultima a morire, Mancini fa bene a puntare forte su Eder ma è il primo a sapere che Higuain e Dybala hanno alle spalle un impianto di gioco che li mette nelle condizioni di esaltarsi. E all'Inter questa organizzazione tattica non esiste. Seppur bravo, Eder da solo non potrà guarire l'Inter che ha bisogno come il pane anche di un centrocampista che possegga qualità tecniche, non soltanto fisiche. Kondogbia, pagato un botto spropositato, non riesce a diventare titolare, eppure il francese non può esser diventato così scarso. All'Inter, insomma, si continua a comprare ma senza mai costruire una squadra. A poche ore ormai dalla fine delle operazioni, va segnalato che le prime due della classe - finora - hanno operato per il parco riserve oppure direttamente per il futuro: questo significa che a Napoli e Torino erano state fatte bene tutte le cose già in estate, e che gli stenti iniziali di Sarri e Allegri erano logici perché condizionati dalle tante novità sia di organico che di gioco. E non è assolutamente un caso che una volta trovata la quadratura del cerchio tattico, Napoli e Juventus abbiano preso il largo. Chi sta dietro, deve soltanto fare mea culpa, oltre che rifare la squadra.

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