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Pordenone, la favola finisce ma la storia resta

Pordenone, la favola finisce ma la storia resta

A un passo dalla leggenda, ma la storia è scritta: poco importa che al settimo rigore di Nagatomo per il Pordenone la favola sia finita, perché il lieto fine era già stato scritto portando alla roulette dei tiri dal dischetto l'Inter, capolista della serie A. Pordenone si è risvegliata comunque felice, con i 40 pullman di sostenitori - e centinaia di vetture private - che sono rientrati all'alba. La preoccupazione principale per gli occupanti - molti bus sono rimasti bloccati per quasi un'ora nella notte per lavori lungo la tangenziale di Milano - era soltanto quella di non fare tardi al lavoro. Gente concreta i friulani. Già ieri avevano ottenuto mezza giornata di permesso per andare a San Siro: stamani, con poche ore o nemmeno un minuto di sonno alle spalle, sono filati dritti in fabbrica e in ufficio. Perfino i ragazzini delle squadre del settore giovanile neroverde e delle società satellite sono stati costretti da arcigni genitori a non saltare le lezioni. La stessa cultura del lavoro e dell'impegno che ha permesso alla formazione del tecnico Leonardo Colucci di imbrigliare la Beneamata e di far correre brividi lungo la schiena ai suoi 22 mila fan che assiepavano il Meazza, assieme a oltre quattromila tifosi dei «ramarri». La favola Pordenone lascia tanti insegnamenti a un mondo del pallone che si prende troppo e sempre maledettamente sul serio: dalle geniali trovate dei social media della società che hanno ricordato come la sfida mettesse di fronte due squadre «mai state in B» all'organizzazione di pullman condivisi tra supporter delle due squadre. In molte corriere i posti erano equamente suddivisi tra tifosi nerazzurri e neroverdi, col paradosso che al rientro sono stati quelli friulani a dover rinfrancare il morale dei concittadini di fede interista, le cui aspirazioni di successo in qualche competizione quest'anno sono uscite fortemente ridimensionate dopo lo zero a zero che ha accompagnato i 120' di fronte alla quinta in classifica del girone B di serie C, non proprio una corazzata. Il rientro della squadra è in programma nel primo pomeriggio ed è stato preceduto da un messaggio sui social del sindaco Alessandro Ciriani, che ha evocato addirittura lo spirito di El Alamein per descrivere le gesta dei portacolori locali: «Mancò la fortuna non il valore, orgogliosi di voi». Un saluto ai fan del Pordenone è giunto anche dalla giornalista di Sky Diletta Leotta, cui è stato indirizzato lo striscione certamente più fotografato nella curva sud del Meazza: «Voi in A in lotta per la vetta, noi in C in lotta per Diletta», con riferimento alla doppia mancata promozione nelle ultime edizioni dei playoff di Lega Pro. Imprese mancate che hanno impedito ai neroverdi di essere ospitati nella trasmissione che la Leotta cura per la serie cadetta. Dopo aver inviato un messaggio di apprezzamento su Instagram, la giornalista e conduttrice potrebbe anche anticipare l'appuntamento, magari per uno speciale sui ramarri che, mai come questa volta, hanno spaventato perfino il biscione.


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COMMENTA LA NOTIZIA
1 di 1 commenti presenti
5ivano5
2017-12-13 17:22:47
E' finita come solo i veri sportivi avrebbero auspicato : bellissima prestazione del pordenone e superamento del turno dell'inter.

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