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Parigi-Roubaix, vittoria all'ex iridato Gilbert, in una volata a due supera il tedesco Politt

Gilbert è il nuovo re della Parigi-Roubaix, in una volata a due supera il tedesco Politt

Philippe Gilbert in una volata a due con il tedesco della Katusha Nils Politt, nel velodromo di Roubaix ha vinto la regina delle classiche. Terzo posto e staccato di 13”,  il campione nazionale belga Lampaert della Deceuninck-Quick Step, seguito da Vanmarcke e Sagan.  Per il trentasettenne vallone quella di oggi è stata la  prima vittoria alla Parigi-Roubaix e la prima in questo 2019. Delusione per il grande favorito Sagan, che non è riuscito nell’intento di difendere la vittoria dello scorso anno. Il tre volte iridato, che in questa stagione ha dato segni di fatica, sul Carrefour dell’Arbre a 19 chilometri dal finale, non è riuscito a rispondere all’attacco decisivo di Gilbert. 

Campione del mondo nel 2012 nel Limburgo non lontano da casa sua, Philippe Gilbert è uno specialista delle classiche delle Ardenne con quattro Amstel Gold Race, una Liegi-Bastogne-Liegi e una Freccia Vallone, alle quali si aggiungono un Fiandre nel 2017 e due vittorie al Giro di Lombardia. Oggi nel velodromo di Roubaix, dopo 257 chilometri di corsa, Gilbert ha dato prova di poter vincere ogni tipo di corsa, conquistando la regina delle classiche, la Parigi-Roubaix, la più terribile delle corse sul pavè. Gilbert  ha portato così ai belgi anche la prima vittoria in una classica in questa stagione e la terza in casa Deceuninck-Quick Step, dopo Strade Bianche e Milano-Sanremo conquistate dal francese Alaphilippe. Ancora una volta la regina delle classiche ha regalato uno spettacolo unico, con la corsa nella corsa,  dove a 60 chilometri dal traguardo c’erano i migliori in fuga a lottare per la vittoria e il plotone,  ormai  arreso anche alla conquista di un piazzamento. Se Gilbert ha vinto la Roubaix, Nils Politt  grazie alla determinazione e il coraggio, ha conquistato il premio come corridore più combattivo. Quella del tedesco è stata una fuga partita dopo 100 chilometri di gara in cui c’erano: Maciej Bodnar (Bora-Hansgrohe), Alexis Gougeard (AG2R La Mondiale), Kamil Gradek, Michael Schär (CCC Team), Edward Theuns (Trek-Segafredo), Matti Breschel (EF Education First), Marco Haller (Katusha Alpecin), Tim Declercq, Yves Lampaert (Deceuninck-Quick Step), Damien Gaudin, Adrien Petit (Total Direct Energie), Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Stefan Küng (Groupama-FDJ), Frederik Frison (Lotto Soudal), Bert Van Leberberghe (Cofidis), Davide Ballerini (Astana), Jorge Arcas (Movistar), Frederik Backaert (Wanty-Gobert), Reinardt Janse van Rensburg (Dimension Data), Cees Bol (Sunweb), Kris Boeckmans (Vital Concept-B&B Hotels) e Michaël Van Stayen (Roompot-Charles).

Mentre la corsa è andata avanti le forature e le cadute hanno iniziato a fare le vittime e tra queste il norvegese Kristoff, tra i più quotati per la vittoria, ma anche il nostro Daniel Oss, uomo fondamentale per Sagan. La Foresta di Arenberg con le sue cinque stelle di difficoltà ha poi rastrellato il gruppo. Van Avermaet è stato il primo ad attraversare il pavè di Arenberg, con alle sue spalle il tedesco Degenkolb. La situazione in corsa però è cambiata bruscamente quando i fuggitivi sono arrivati sul pavè di Orchies. In questo tratto di media difficoltà, si sono avvantaggiati Gilbert con Politt, Selig e Kreder. Il ritmo però troppo alto ha cambiato di nuovo la situazione sulla strada, con solo 6 fuggitivi che si sono andati a giocare il finale: Gilbert, Politt,Van Aert, Vanmarcke,Sagan e Lampaert. Purtroppo nel finale sono mancati gli italiani, con Oss caduto, Moscon che è rimasto sempre nel gruppo e Trentin, che nonostante sia stato sempre in testa,  è stato poi costretto ad alzare bandiera bianca.

Il Carrefour dell’Arbre, come prevedibile ha stabilito le sorti della corsa, con Gilbert che ha attaccato e solo Politt è stato capace di rispondere. I due inizialmente hanno corso sui due lati del Carrefour, uno a destra e l’altro a sinistra, lasciando nel mezzo i ciottoli di pietra. Trovato l’accordo il belga e il tedesco hanno deciso di collaborare fino al velodromo di Roubaix, dove ogni patto si è interrotto per lasciare al più forte la possibilità di emergere. Due corridori diversi Gilbert e Politt, uno 37 anni e tutta l’esperienza del campione, l’altro 25 e la voglia di conquistare la corsa che cambia la vita. La campana ha suonato i due rivali si sono guardati, ma il finale sembrava già scritto. Gilbert è stato il più veloce e con uno scatto micidiale ha superato Politt conquistando la sua prima Parigi-Roubaix.


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