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Europei, Gabrielleschi argento nella 10 km di fondo

Europei, Gabrielleschi argento nella 10 km di fondo

GLASGOW Giulia si veste d’argento nel lago scuro e freddo: 16 gradi e mezzo la temperatura nell’acqua di superficie, ma appena più giù scende di molto e c’è il rischio che le correnti la portino ai nuotatori. Giulia Gabrielleschi prende l’argento nella scia della straordinaria olandese Sharon Van Rouwendal, sempre più mastino e già ieri vincitrice della 5 chilometri. Oggi si disputava la 10, unica gara olimpica del fondo, e dunque già con vista su Tokyo, seppure da lontano.

Quando l’olandese allenata da Lucas (del quale copia la chioma di stoppa) ha sferrato l’attacco, Giulia l’ha tallonata ed è stata la sola capace di sostenere il ritmo che la Van Rouwendaal costruisce attraverso sedute di allenamento terrificanti. Giulia si allena, quando non è in raduno azzurro, in una piscina da 25 metri a Pistoia. Per fare 10 chilometri occorrono 400 vasche, la fatica è già contarle.

GIULIA CRIMINOLOGA
E’ una grande speranza del fondo d’Italia, quello dei cultori della fatica: ha 21 anni e studia sociologia criminale. I primi “criminali”, detto come elogio, da acciuffare sono proprio Luca e Sharon: alla Gabrielleschi prima o poi la coppia non sfuggirà.

“Sono fiera di me stessa, per come ho lavorato sul fisico e sulla mente, in vasca e su me stessa: sono brava a tenere la scia e ce l’ho fatta”. Il poliziotto Giulia dice anche che la muta, obbligatoria a queste temperature, non l’ha infastidita più di tanto. Oggi è stata utilizzata qualche protezione in più per evitare le ferite da sfregamento. Alla premiazione continuava a dichiararsi felice, sotto lo sguardo della mamma e del fratello Andrea, più piccolo e tennista.

DELUSE LE ALTRE
Rachele Bruni è stata quarta: “Mi brucia un po’” dice, perché il quarto posto è il peggiore psicologicamente. Lei è argento olimpico, dietro l’oro Van Rouwendaal. “E’ stata una gara diversa da quelle senza muta, tirata, ma in fondo è solo una gara di passaggio, verranno i mondiali e poi chissà”.

Arianna Bridi, che s’allena al freddo del lago di Caldonazzo, è più delusa di tutte: è nona. “La muta dà proprio fastidio: peccato perché la stagione fin qui era stata bella”.

La Van Rouwendaal ha vinto in un’ora 54:45.7, la Gabrielleschi ha toccato la piastra 7,3 secondi dopo e poi, dietro l’altra olandese, Esmee Vermeulen, per la Bruni c’è stato il tempo di un’ora 55:40.6, per la Bridi un’ora 57:27.1.

La prova maschile dei 10 chilometri di fondo propone un finale da batticuore, ma senza protagonisti italiani, sotto lo sguardo interessato dalla riva di Gregorio Paltrinieri.

Toccano in contemporanea, e ci vorrà il fotofinish per stabilire il vincitore, l’olandese Weertman in un’ora 49:28.2, primo classificato con lo stesso tempo dell’ungherese Rasowszky, che era stato al comando dal via e che ha ceduto proprio nell’imbuto finale. I due erano lontanissimi: Weertman sulla corsia gialla, l’ungherese, ieri campione dei 5000, su quella rossa. Rasowszky in difficoltà, l’olandese volante.

La battaglia lasciava quasi trascurare quel che accadeva nel branco di pesci dopo i due: lato Italia, Furlan era sesto, Sanzullo, il fratello più grande, ottavo, e Ruffini quindicesimo.

I tre azzurri accusavano la difficoltà di dover nuotare con la muta, indumento insolito che, come diceva Paltrinieri, “aiuta chi è più pesante migliorandone l’acquaticità, come accadeva con i costumi gommati, e impone un gesto in acqua diverso da quello naturale, per cui alla fine, non per i 5 chilometri magari, ti trovi le spalle doloranti per i movimenti mai provati”.

Furlan diceva di averci creduto un po’, ma poi di aver anche imbarcato acqua dentro la muta, il che non avrà certo aiutato la sua prestazione; Sanzullo non si spiega i dolori alle braccia che ha accusato; Ruffini confessa che con la muta lui non si ritrova e che sperava si alzasse la temperatura così da evitare l’obbligo di indossarla.

E GREG STA A GUARDARE
Paltrinieri seguiva con attenzione; è, il fondo, il suo terzo sogno per Tokyo 2020, o forse il secondo dopo gli amati 1500 e gli 800. Di salute sta meglio, “peccato essere stato male proprio nei giorni delle mie gare”. Guarda la virata dell’ungherese alla boa e ne studia già il gesto tecnico che è una specie di dorso (il ct del fondo, Giuliani, gli parla a lungo: “Sembra il taglia fuori della pallanuoto”. Parla delle botte che si prendono e danno. E dei suoi prossimi impegni sportivi e no, legati al mare. In Sicilia i secondi, in Cina per un gara e poi ad Abu Dhabi per il fondo. Per il quale, verso le Olimpiadi, è necessario qualificarsi. E la concorrenza in casa non sarà facile.

DONNE E UOMINI
E’ stata scelta la staffetta che parteciperà al Team Event di sabato: due donne e due uomini. Le ragazze saranno Giulia Gabrielleschi e Martina De Memme, gli uomini Mario Sanzullo e Furlan. Il compito è di 1250 metri ciascuno.


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