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Europei, Quadarella: «Ho sognato spesso queste vittorie»

Quadarella: «Ho sognato spesso queste vittorie»

GLASGOW “I 1500 metri mi sono sembrati sempre tanto lunghi, troppo lunghi” dice Simona Quadarella che le lacrime che le strozzano le parole dopo l’oro vinto nella maggior distanza in piscina: trenta vasche e lei sempre avanti dalla prima all’ultima. Chissà quanto devono essere sembrati lunghi alle avversarie, fra le quali è stata d’argento, a sei secondi da Simona, la tedesca Kohler che a malapena ne vedeva i piedi da lontano. Chissà quanto devono essere sembrati lunghi a Christian Minotti, l’allenatore da sempre della Quadarella, che in tribuna si sbracciava più della sua allieva in acqua per incitarla.

Le lacrime banalizzano il discorso ed esaltano le emozioni: “Sì, sono contenta, speravo un po’ meglio il tempo”: è stato 15:51.61, gli statistici dicono che in tessuto nessuna azzurra abbia mai fatto di meglio.

SOGNO E REALTA’

“Ho sognato spesso queste vittorie”. Già, perché oggi era il bis degli 800. Un sogno ricorrente? “Sì, specie gli 800, che sono la gara che preferisco”. Lì per lì è una catena di “sono contenta”. Contenta perché “il lavoro paga, e ce n’è stato tanto, fin da bambina”. “Questa seconda medaglia me la aspettavo, stavolta pensavo di essere superiore”.

“COME GREGORIO”

Si sente un po’ una Paltrinieri del gentil sesso? “Beh, ora un po’ di più. Però lui ha già vinto Olimpiadi e mondiali. Io ancora no”. Ancora? “Mai porsi limiti, sempre obiettivi e inseguirli lavorando non solo in acqua, ma anche con la testa. Greg è un mito, ma io li sto avvicinando”. Però c’è la Ledecky imbattibile… “Imbattibile? Può darsi, ma bisogna crederci. Federica Pellegrini ci ha creduto e l’ha battuta. E magari la Ledecky da qui a Tokyo si stufa”.

Simona che mai si stufa ora farà anche i 400 stile libero: “Ho voglia di un brivido nuovo”. E di un’altra medaglia? “Andiamo in finale, poi ce la giochiamo”. Prima delle vacanze a Lignano e in Messico con amiche. E fidanzati? “Per ora no: non ho incontrato quello giusto”.

FEDERICA FINALISTA RINGRAZIA

“Grazie Pernille che ti sei fermata” è la prima frase di Federica Pellegrini appena riemerge e sa di aver staccato l’ottavo tempo (54.28) e di essere finalista nei 100 stile. “Era questo l’obiettivo dell’anno e l’ho raggiunto”. Il ringraziamento si deve al fatto che Pernille Blume, la fortissima danese, ha sbattuto contro il muro, la pistra dei 50. Distanza mal calcolata? Voglia di fare un tempo sui 50 da far vedere che è la più veloce? Errore sulla distanza di gara? Pernille non spiega e passa tra i questuanti dritta senza fermarsi mai.

“Ora in finale sarà quel che sarà: io migliorerò qualcosa, ma con 53.9 non ci fai niente”. I “Mafaldini”, fedelissimi di Fede, credono sempre nel miracolo.

ZOFKOVA FA 13

Carlotta Zofkova fa 13: è sua la tredicesima medaglia del nuoto azzurro a Glasgow. La gara è quella dei 100 dorso e Carlotta stabilisce il nuovo record italiano, 59.61; Margherita Panziera, detentrice del vecchio primato, si migliora in 59.71, ma non le basta per il podio. Proverà nei 200 dorso.

Carlotta Zofkova ha cambiato vita e allenamenti: ora sta a Verona nel gruppo Giunta ma dice di non dimenticare gli insegnamenti tecnici di Tamas Gyerkianffy, il suo primo allenatore. Si allena con la Pellegrini? “Poco: io sto con i velocisti, lei con quelliche fanno 100 e i 200”. Notizietta dunque: i 200 di Fede sono sempre in agguato…

E racconta degli allenamenti in apnea con Mike Maric, insegnate di respirazione; e della dedica di questa “prima medaglia internazionale a mia mamma che ha fatto tanti sacrifici per me”. Carlotta ha una tribolata storia familiare, non vede il papà da un anno. Ma oggi sorride, è felice e pensa (giustamente) che altre medaglie verranno per altre dediche. Dice Scozzoli che ben la conosce da Imola dove la Zofkova viveva sentendosi chiusa: “E’ una che sembra sempre acerba e sul punto di maturare: ci sono i segnali che sia la volta buona. Ha un talento infinito e può fare tante cose che forse neppure lei sapeva fin qui”.

IL PRIMO UOMO

Fabio Scozzoli, 26.80 secondo tempo nei 50 rana, si sente, dice “il primo degli umani”. Perché avanti a tutti c’è Adam Peaty. Domani la finale. “Prima di venir qui avrei firmato per il quinto posto che ho preso nei 100; ma giacché ci sono…”.

CUSINATO PRIMATO

Terzo tempo nei 200 misti (2:10.77) e primato italiano per Ilaria Cusinato in una gara che oggi in finale la vedrà opposta alla Hosszu e alla O’Connor. “Limerò qualcosa al mio tempo: ho sbagliato quasi tutte le virate e nuotato male a stile libero; se riuscirò a correggermi… Forse negli ultimi 50 mi sono fatta prendere dalla foga”.

APRIRA’ GREGORIO

Le finali di domani, ore 16.30 inglesi e 17.30 italiane, saranno aperte dagli 800 metri che ha il secondo tempo dopo Romanchuk: lo ha nuotato stamattina, dopo una notte ancora movimentata dall’enterite. “Mi sento meglio, ma naturalmente ancora non bene”.


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