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Simona Quadarella da favola: la nuotatrice romana è campionessa del mondo nei 1500 sl

Simona Quadarella

Simona Quadarella piange e ride: è campione del mondo, o campionessa se si preferisce. E’ la quarta donna del nuoto azzurro ad esserlo. Prima di lei Novella Calligaris nel 1973, poi Federica Pellegrini cinque_volte_cinque (e per la finale di domani nei 200 si è qualificata con il miglior tempo) e Alessia Filippi a Roma 2009.

LEDECKY NOSTRA
Non c’era la Ledecky, ritiratasi dalla competizione perché non sta bene, la favoritissima Ledecky. E Simona romana ha dovuto fare, e fatto splendidamente, la “Ledecky de noantri”. Di più: la Ledecky d’Italia visto che il suo tempo è 15:40.89 ed è il nuovo primato nazionale che frantuma e sbriciola quello che fu il tempo di Alessia Filippi in quell’estate straordinaria di Roma, 15:44.93, costumone incluso: Di più: la Ledecky d’Europa, giacché l’anno scorso s’è fatta campionessa (o campione) continentale dai 400 metri ai 1500 tutto compreso. Non lo dice né lo dirà: ma aveva l’aria, nei giorni della vigilia, di cercare la sfida impossibile. “Qualcuno l’ha già battuta” sorrideva bella e sorniona la Quadarella. Qualcuno di casa Italia ugualmente, la Pellegrini a Budapest 2017.

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“IO FARO’ LA MIA GARA”
Lì per lì, quando ha saputo del ritiro di Katie, che vorrebbe guarire per gli 800 e dunque la sfida è solo rinviata e sennò arrivederci a Tokyo 2020, la Quadarella ha avuto un pensiero di smarrimento: “Ora ‘devo’ vincere”. Ma l’ha cancellato subito. Doveva? Sì, ma sapeva come fare. “Volevo essere prima dall’inizio”. Praticamente lo è stata. Ha lasciato che per 100 metri la cinese Wang, classe 2002, toccasse per prima, poi, nella terza vasca, ha preso il comando. 4:02.06 ai 400, 8:17.95 agli 800, 12:31.84 ai 1200. Man mano che passavano i metri la telecamera doveva usare i più sofisticati strumenti per contenere lei e l’avversaria più vicina, si fa per dire, che era la tedesca Sarah Kohler che sarebbe arrivata seconda e felice. 15:48.82 il suo tempo, terza la Wang.

PESO D’ORO
La medaglia è al collo di Simona: pesa ma è leggera. Non è d’oro zecchino ma è di più. E’ un sogno di bambina, Borgata Ottavia, piscina Delta (Baccini), una sorella, Erica, più grande e più veloce. Christian Minotti, il suo allenatore, più o meno la conosce così. Filava con una ragazza che era amica di Erica, i genitori amici degli amici, e quella ragazzina nuotava, sì che nuotava. Di qui a credere che sarebbe divenuta la Quadarella mondiale ce ne corre, e Minotti non fa lo sbruffone che non è. Se la coccola e la protegge. Lei ogni tanto gli risponde per le rime, specie quando la gara s’avvicina, figurarsi a un mondiale. “Si lamentava di tutto, delle onde, della troppa gente in piscina ad allenarsi”. Faceva da punching ball, Minotti.

SDRAIARSI, MANDARE BACI, CANTARE
Giacché è “amazing”, e “I can’t believe, meraviglioso e non ci posso credere, come se la canta e se la suona la Quadarella in conferenza stampa, lì per lì, toccato il bordo d’oro, Simona sembra proprio su una nuvola o chisà dove altro. Il pianto è la prima reazione. Si sdraia sull’acqua a pelo d’acqua. Poi esce e sono baci. Poi sarà il podio, la bandiera, Mameli, e ancora baci, e lacrime, e sorrisi ed a premiarla il numero uno dello sport mondiale, il presidente Bach. La medaglia è nelle sue mani. Ora i baci sono tutti per lei. La Ledecky? Boh. “Mi dispiace che non ci fosse, ma sono contenta di aver vinto io. Pensavo a me stessa, non a lei né alle altre. Quesi 1500 metri mi sono sembrati lunghissimi, non finivano mai, erano più lunghi del solito; sentivo il tifo, le voci, ma non che le riconoscessi”. Nemmeno quella vocina di bambina che era appena qualche anno fa (la ragazza è del 1998) e che le diceva “voglio essere il numero uno al mondo”. Simona la teneva dentro. Ma ora può dirlo: sono la numero uno al mondo. Magari la Ledecky sarebbe andata più veloce, ma era lontana a cercare di guarire in tempo per la sfida alla Quadarella. Perché ora sarà la Ledecky, se guarirà a sfidare Simona.

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