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Ciclismo è allarme sicurezza. Dopo la morte Iannelli grave incidente al Piccolo Lombardia

Ciclismo è allarme sicurezza. Dopo la morte Iannelli grave incidente al Piccolo Lombardia

È allarme sicurezza nel ciclismo. Dopo la morte questa mattina di Giovanni Iannelli ad Alessandria, un altro giovane ciclista, al Niguarda di Milano sta lottando tra la vita e la morte. Si tratta dell’olandese Edo Maas, che corre per la giovanile della Sunweb e che ieri, in corsa è stato investito da una macchina lungo il percorso di gara. Inevitabile per il giovane che stava affrontando la discesa del Ghisallo, l’impatto con la vettura, che non doveva essere sul percorso. Maas ha riportato un grave trauma cranico e molte fratture, tra le più gravi quelle al collo, alla schiena e al volto e attualmente è in rianimazione. Le autorità competenti hanno aperto un’indagine per accertare la dinamica dell’incidente e capire perchè, quella macchina si trovava sul percorso di una gara ciclistica durante il passaggio dei corridori.
L’incidente di Maas e la morte di Iannelli, hanno così trasformato, un fine settimana di festa e di sport, in un autentica strage. A lanciare un grido di dolore e a chiedere sicurezza in corsa, sono i corridori e le squadre. Gli incidenti appena accaduti sono solo gli ultimi di una lunga serie, perché in corsa già altri giovani sono rimasti gravemente feriti o sono morti e sempre nelle categorie giovanili. A marzo  tra i dilettanti era morto Stefan Loos, scontrandosi contro un furgone che aveva invaso il percorso. Ad agosto al Giro di Polonia Bjorg Lambrecht era morto dopo aver colpito un muretto. Anche tra i professionisti fatti del genere non sono nuovi. A giugno il super campione Chris Froome, durante la ricognizione di una cronometro si è scontrato contro un pilone di cemento non segnalato e ha rischiato di porre fine alla sua carriera. 
Tra le vittime anche Antoine Demoitié, ciclista belga del team Wanty-Groupe Robert, che era stato colpito da una moto durante la classica Gent-Wevelgem. Tornando in Italia Thomas Casarotto il 10 settembre 2010 finisce contro un’automobile nella tappa da Maniago a Gemona durante il Giro del Friuli Venezia Giulia per dilettanti.
Tra le vittime in corsa c’è anche il ventunenne sardo Matteo Carboni, investito da un’auto in corsa e che ferì altri tre corridori a Ittiti. 
Queste sono solo alcune delle vittime durante gare di ciclismo, vittime che si potevano evitare, perché sul percorso mancava il personale che controllava il transito delle auto e ostacoli pericolosi non erano adeguatamente segnalati. 
Sono molte le campagne in difesa dei corridori professionisti e dei tanti appassionati che la domenica partecipano a corse amatoriali, ma nonostante questo le vittime in gara sono ancora tante. 


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