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Nuoto, Pellegrini vola nei 100 dorso e centra la seconda miglior prestazione italiana di sempre

Nuoto, Pellegrini vola nei 100 dorso e centra la seconda miglior prestazione italiana di sempre

Federica vince sempre: lo fa, ed è il suo oro tricolore numero 117, nei 100 dorso agli Assoluti di Riccione. “Ho guardato la lista delle partecipanti e mi è venuto un po’ male”, sorride alludendo all’anagrafe: in finale B (e si è classificata seconda) era in vasca Erika Francesca Gaetani, nata nel 2004, l’anno in cui la sedicenne Pellegrini, più pacioccona e meno sofisticata di oggi, vinceva la sua prima medaglia olimpica, l’argento di Atene.

Eppure la Pellegrini sa ancora come migliorarsi, pure a quasi trent’anni: stamattina con il miglior tempo in batteria aveva segnato il suo personale 1:00.09 e nel pomeriggio ha fatto ancora meno e dunque meglio: 1:00.03. “Peccato per quei pochi centesimi che mi hanno tenuto sopra il minuto”, perché pur “stracontenta”, Federica un minimo di scopo da raggiungere vuol tenerselo sempre. “Il dorso lo alenavo solo fino ad aprile, ma se ci sarà da dedicarcisi di più, lo farò, vedremo, anche per limare alcuni dettagli” butta là la campionessa che aggiunge: “Devo stare attenta alle energie che spendo: ci sono ancora due stagioni che mi aspettano fino a Tokyo 2020”.

Al secondo posto si classifica con 1:00.54 Margherita Panziera che ieri era stata la prima italiana sotto il minuto. “Speravo in un tempo migliore” commenta la Panziera. E aggiunge_ “Avere Federica nella corsia a fianco non è mai semplice”.

IL DORSISTA ARRABBIATO
Matteo Restivo si è fatto crescere di nuovo i baffi (anche Spitz, sette ori a Monaco ’72, li aveva) e, tipo Sansone, con il pelo ha ritrovato la forza e il vizio di far bene. Nell’acqua amica di Riccione dove stabilì il record italiano vince i 200 dorso in 1:56.93, trentotto centesimi più di quel record e si sfoga mnell’esultanza muovendo la mano come a dire blà-blà-blà e poi indica l’acqua azzurra. “Ce l’avevo con i gufi, i detrattori e le malelingue”, spiega una volta a secco. Non gli erano state risparmiate critiche perché dopo quel record ha combinato poco: “Ma ho ricominciato, un inizio di stagione lento, però questo tempo per tutto quello che è successo per me vale più del primato di allora”. Matteo ha una catena di ringraziamenti da fare, i carabinieri che l’hanno arruolato, la famiglia, lo staff tutto nome per nome, gli amici, fra i quali “Carolina che è venuta a vedermi da Madrid”. Ora agli Europei. “E’ quello che mi diceva il mio allenatore: quest’anno puntiamo agli Europei; e io gli dicevo: prima dobbiamo qualificarci”. C’è riuscito. Dietro di lui Mencarini e Ciccarese.

A CACCIA DI FARFALLE
Matteo Rivolta e Piero Codia si classificano nell’ordine nei 100 farfalla, 51.89 e 51.90 i loro tempi, buoni tutti e due per il viaggio a Glasgow, europei di agosto. Rivolta ci sarebbe andato per il titolo vinto, Codia doveva fare il tempo. E’ una bella rivalità tra i due. E sale il terzo arrivato, Federico Burdisso, classe 2001, di diritto nella pattuglia dei Millennials da vasca.

Per le ragazze era prevista la gara dei 200: una scatenata Ilaria Bianchi è partita all’attacco, ma “in fondo non sentivo più né gambe né braccia né niente” e ha dovuto cedere alla favorita Alessia Polieri con al terzo posto Ilaria Cusinato che s’è abbonata al podio tricolore e si dichiara più contenta per il titolo dell’amica del cuore che non per il suo risultato: le due chiacchierano in continuazione tra di loro. Tutte e tre le ragazze hanno staccato il biglietto per la Scozia.

GLI ALTRI CAMPIONI
Luca Pizzini, assai migliorato da quando s’allena a Verona con Matteo Giunta, il coach della Pellegrini, vince i 200 rana uomini, Lucrezia Raco i 50 stile libero donne nei quali batte Erika Ferraioli, e Filippo Megli i 200 stile libero: il tempo non lo soddisfa, ma “va bene così, si punta a Glasgow”. Il giusto ottimismo si sparge sull’acqua del nuoto.

200 METRI DI FEDE (E DI SPERANZA?)
Federica Pellegrini nuota anche l’ultima gara di giornata: è quella dei “suoi” 200 metri, pure se da frazionista in staffetta e non campionessa solitaria. Lo fa per la sua società, l’Aniene: “Facevo la mamma chioccia e mi sono divertita; è sempre la mia distanza del cuore e mi fa piacere di ricordarmi ancora come si fa”. La sua frazione, 1:56.67, è di gran lunga la più veloce di tutte, non solo della squa squadra. Vincono le Fiamme Oro davanti all’Esercito ed ai Carabinieri.

E RIECCO GREG
Domani giornata di chiusura degli Assoluti: batterie di mattina e finali di pomeriggio con la serie migliore dei 1500 e in vasca Gregorio Paltrinieri che ha intenzione di stupire, chissà…

Risultati ufficiali e programma sul sito www.federnuoto.it
 


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