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Masciadri, la capitana lascia, lettera d'addio commovente alla maglia azzurra

Masciadri, la capitana lascia, commovente lettera d'addio alla maglia azzurra

BASKET DONNE - Stasera alle 20.30 a La Spezia la nazionale di basket femminile chiuderà la fase di qualificazione agli Europei 2019 in Serbia e Lettonia. L’Italia è prima nel girone a quattro, ma anche con una sconfitta dovrebbe qualificarsi come una delle migliori sei seconde degli otto gironi. Tra le 6 convocate da coach Marco Crespi ci sono due giocatrici dell’Umana Venezia e quattro del Famila Schio, tra queste ultime Raffaella Masciadri che a 38 anni compiuti il 30 settembre giocherà da capitana l’ultima partita in azzurro. Masciadri, delle ”Mascia”, lombarda di Meda, al Famila dalla stagione 2004/05 è un simbolo del basket italiano: prima di scendere in campo stasera ha collezionato 192 presenze con 1.701 punti: è terza alle spalle della vicentina Caterina Pollini (classe ’66) e della trevigiana Bianca Rossi (’54). In carriera ha vinto 14 scudetti, 9 Coppe Italia e 15 edizioni della Supercoppa italiana. L'esordio in Nazionale è datato 16 maggio 2001 a Limerick (Irlanda) contro il Portogallo.
 
LA LETTERA

Per il suo addio alla maglia azzurra Raffaella Masciadri ha scritto una lunga lettera di commiato diretta alla Nazionale e al basket donne in generale. «Cara maglia azzurra grazie. Grazie infinite. Per tutto ciò che mi hai permesso di vivere. Per tutto ciò che mi hai insegnato. Per tutto ciò che mi hai trasmesso. Per tutte le volte che mi hai fatto battere il cuore. Per tutte le volte che mi hai fatto sorridere, esultare, piangere, emozionare. Per tutte le volte che mi hai fatto superare i miei limiti. Per tutte le volte che mi hai incoraggiata ad andare avanti. Per tutte le volte che mi hai fatto urlare di gioia. Per tutte le persone che mi hai fatto conoscere, per tutti i paesi che mi hai fatto visitare, per tutte le lingue che mi hai fatto ascoltare e per tutti i cieli sui quali mi hai fatto volare. Per tutti i tifosi che, con il loro calore, affetto e stima, mi hanno sempre sostenuta. Per tutte le avversarie che mi hai insegnato a rispettare. Per tutti gli allenatori, preparatori, medici, dirigenti che mi hai fatto incontrare e per tutto ciò che loro mi hanno insegnato. Si sono presi cura di noi due, come fossimo una sola persona. Per tutte le mie compagne con cui mi hai fatto condividere momenti indelebili, indimenticabili e infinitamente belli, dentro e fuori dal campo. Spero di essere stata per loro quello che loro sono state per me. Grazie. Grazie di Cuore per avermi reso la persona, la giocatrice e la donna che sono ora. Sei stata la mia seconda pelle. Lo sarai sempre. E, anche se ora non avrò più il privilegio di indossarti in campo, stai pur certa che lo farò ad ogni possibile occasione. Quando l’Inno di Mameli suonerà e il tricolore sventolerà nel cielo, quella scossa che si chiama Amore pervaderà il mio corpo».

La lettera della capitana prosegue così: «Proprio come quando, nel 2001, ti ho sentita sulla mia pelle per la prima volta. E, ovviamente, è stato amore al primo contatto, come tu fossi una carezza. Sei stata il privilegio più bello, emozionante e incredibile che potessi desiderare. Il sogno di me bambina divenuto realtà. L'amore più sincero, perché TU non tradisci mai. E di questo te ne sarò sempre grata. Grazie, grazie, grazie e grazie. Ho il cuore che rischia di scoppiarmi. Mentre ti scrivo queste righe, lacrime incontrollabili continuano a scendermi. Ma sono solo lacrime di gioia. Perché, ripensando a quello che ci siamo date, alla forza con cui ci siamo vissute e alla bellezza che abbiamo creato, posso solo incorniciarti e continuare a guardarti, consapevole di aver vissuto con te tutti i momenti che c’erano da vivere. Ti lascio alle mie compagne: prenditi cura di tutte coloro che ti indosseranno da ora in avanti e rendile persone speciali come hai fatto con me. Io non andrò via, sarò qui a guardarti e fare il tifo per Te. Tua per sempre Mascia #11».

 


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