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Karin Knapp si ritira dal tennis: «Il mio ginocchio non ce la fa più»

Karin Knapp si ritira dal tennis: «Il mio ginocchio non ce la fa più»

Karin Knapp ha deciso di alzare bandiera bianca. Il ritiro arriva dopo cinque interventi al ginocchio destro che non hanno risolto il problema. Una decisione che arriva mentre a Roma è partita l'edizione 2018 degli Internazionali BNL d'Italia. «In questi giorni al Foro Italico, dove seguivo le altre ragazze che si allenano all'accademia di Anzio, tante persone mi hanno domandato quali erano i miei piani e allora mi sembra giusto annunciare che è arrivato il momento di ritirarsi dal tennis agonistico», ha detto la giocatrice nata a Brunico il 28 giugno 1987.

«Si tratta di una decisione molto sofferta, ma purtroppo devo rassegnarmi all'idea che il mio ginocchio destro non ce la più. Dopo il quinto intervento chirurgico, nel febbraio dello scorso anno, ho provato in tutti i modi a rientrare, lavorando duramente per mesi, ma ogni volta che aumentavo i carichi il dolore si riproponeva sempre: mi allenavo bene e poi mi faceva male, tanto da rischiare di non camminare poi per tre giorni. Una situazione che, capite bene, non è sostenibile», ha aggiunto l'azzurra, la cui ultima apparizione nel tour professionistico risale agli Australian Open 2017.

La Knapp vanta come best ranking la 33esima posizione raggiunta nell'agosto 2015, stagione in cui a Norimberga ha conquistato il suo secondo titolo Wta (finalista anche a Bad Gastein, fermata da Sam Stosur) dopo quello vinto nel 2014 a Tashkent. L'azzurra ha anche difeso il tricolore alle Olimpiadi di Rio 2016, prendendosi una bella rivincita sul problema al cuore che le aveva impedito in extremis di prendere parte ai Giochi di Pechino 2008.

«Posso considerare la mia carriera come bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto - ha aggiunto Karin con un sorriso-. Di sicuro sono orgogliosa di quello che sono riuscita ad ottenere dopo cinque operazioni al ginocchio e due al cuore. Però rimane un pò di rammarico per tutti gli infortuni che mi hanno impedito di esprimermi con continuità ad alti livelli e quindi pure una certa incertezza sul dove sarei potuta arrivare senza questa serie di problemi fisici. Un aspetto però sul quale non hai un controllo diretto. Il momento più bello? Ce ne sono stati tanti, che non dimenticherò, a cominciare dal primo titolo Wta a Tashkent, arrivato in un momento per me difficile. Ma anche gli ottavi a Wimbledon 2013, o la conquista della Fed Cup in quello stesso anno, senza dimenticare la soddisfazione della vittoria sugli Stati Uniti nel primo turno dell'edizione seguente a Cleveland».

Gli appassionati sono pronti a tributare un saluto speciale alla giocatrice altoatesina. «Spero proprio di poter salutare i tifosi a Roma e soprattutto ringraziarli per il sostegno che mi hanno sempre dimostrato in questi anni». Karin non ha comunque intenzione di lasciare l'ambiente. «Amo troppo questo sport e quindi mi immagino un futuro sempre in ambito tennistico. Magari all'inizio sarà anche duro ritrovarmi in contesti prima abituali da giocatrice ma in un'altra veste, però ritengo sia un passaggio naturale quello di mettere a disposizione di ragazze più giovani il mio bagaglio di esperienze e la passione per il tennis. Ci sarà modo comunque per definire meglio gli aspetti e le modalità operative», ha concluso l'azzurra.


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