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Juve, Allegri in lacrime: «Giusto lasciarsi». Agnelli: «Max ha scritto la storia della nostra squadra»

Juve, Allegri in lacrime: «Giusto lasciarsi». Agnelli: «Max ha scritto la storia della nostra squadra»

C’è tutta la Juve per l’ultimo saluto a Max Allegri nella sala stampa dell’Allianz Stadium. Il presidente è seduto accanto a lui, di fronte tutti i giocatori, Fabio Paratici e un esercito di giornalisti, a fine conferenza tutti in piedi ad applaudire sentitamente. Mancano solo Khedira e Pavel Nedved – ufficialmente  a causa di impegni in Repubblica Ceca –, e la commozione sul volto di Allegri per poco non si trasforma in lacrime. Appena prende la parola si interrompe con un gruppo in gola, lo farà ancora un paio di volte, pensando probabilmente a tutto quello che è stato e quello che non sarà. «Sono qui per celebrare Max – spiega Andrea Agnelli -, da solo ha scritto la storia della Juventus». Il presidente non spiega le cause dell’addio - decisione presa dalla società-, ma celebra i trionfi di quello che è diventato un amico e il rapporto tra i due è splendido. «Ci lega affetto, stima e riconoscenza. Siamo stati anche vicini di casa un anno e mezzo, abbiamo condiviso la Juve ma anche le visioni di vita. Ho trovato un amico, con cui confidarmi. Dopo l’Ajax pensavo di andare avanti con Max sinceramente». Poi non entra nel merito delle cause ma spiega le dinamiche dell’addio. «Alcune riflessioni condivise ci hanno portato a prendere questa decisione. Difficile capire che questo fosse il momento giusto di chiudere uno dei più straordinari cicli della Juventus. In assenza eventi fattuali abbiamo pensato che fosse giusto chiudere con un successo. Una scelta figlia di profondità di analisi da parte di persone intelligenti, invece che trascinarsi avanti. Gestendo le aziende bisogna prendere giuste decisioni nel momento giusto. Il futuro dirà se sono state corrette. Come è finito l’amore? Io e Max non siamo le persone ideale per parlare di rapporti di coppia. La decisione è maturata parlando e riflettendo, anche con commozione. Si capisce che nell’interesse di tutti è probabilmente la decisione migliore. Tutti utili e nessuno indispensabile a partire da me. Se è la decisione più sofferta da quando sono alla Juve? Sì, senza dubbio».


Sorridente, molto emozionato, probabilmente toccato dall’affetto che gli ha riservato la sua Juventus, con i giocatori davanti a tutti. «Lascio una squadra vincente che ha potenzialità per ripetersi in Italia e fare una grande Champions - dice Max -. Abbiamo parlato, discusso, espresso pensieri sul futuro e sul bene della Juve. La società ha fatto le sue valutazioni e ritenuto opportuno che non fossi più io il prossimo allenatore, i rapporti con la dirigenza sono sempre ottimi. Siamo cresciuti tutti insieme, è il momento giusto per poter lasciarsi nel migliore dei modi. Lascio una società solida, un gruppo straordinario sul piano tecnico e personale. Domani sera bisogna festeggiare, per la vittoria dello Scudetto e l’addio di Barzagli che lascia. Vivo serenamente, nei rapporti professionali ci si può dividere. Una cosa fisiologica. Non ho chiesto anni di contratto o rivoluzioni, a questo non ci siamo nemmeno arrivati, abbiamo parlato di tutt’altro. Quando capisci che ti devi separare non devi andare avanti. Da decisionista Agnelli ha preso la decisione che non sarei stato io il prossimo allenatore. Giocare bene o male? Conta centrare i risultati. Difendere non è vergogna, a Cardiff il Real ha difeso meglio di noi. Mi sono subito sentito juventino qui, avevo il poster di Platini in camera, mi affascinava come giocava. Mi davano del gobbo in Toscana. I tifosi? Più sono contro meglio è, le contraddizione ti fanno crescere. Al mio arrivo a Torino ero sicuro che avremmo fatto una stagione straordinaria. Futuro? Ora non so nulla, domanigiochiamo, per il futuro vedremo. Magari prendo una pausa, mi fa anche bene, ho bisogno di riposare. Poi magari a luglio mi torna voglia, valuterò con serenità. Altrimenti mi dedico a me stesso, ai figli e alla compagna». Applausi, sipario
 


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COMMENTA LA NOTIZIA
3 di 3 commenti presenti
copppertone
2019-05-18 21:42:07
tanto la coppa dei campioni con la juve non l'avrebbe mai vinta.
neviogiuseppe
2019-05-18 18:54:53
E' la cosa migliore lasciare la società dopo tutti i trofei vinti, è difficile ripetersi e nel caso non arrivassero i tifosi reagirebbero nel modo sbagliato. Così invece sarà ricordato per tutto quello che di positivo ha fatto
baleng
2019-05-18 18:10:29
Insomma tutti allegri, evidentemente sono lacrime di gioia :)

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