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Real-Juventus, l'arbitro figlio d'arte: ecco chi è Oliver

Real-Juventus, l'arbitro figlio d'arte: ecco chi è Oliver

Figlio d'arte, collezionista di numerosi primati di precocità, ma anche incappato in qualche polemica. Protagonista di Real Madrid-Juventus, finito sotto accusa dei bianconeri, l'arbitro Michael Oliver è nato 33 anni fa ad Ashington, una cittadina vicina al confine scozzese che ha dato i natali anche a due leggende del calcio britannico, i fratelli Jack e Bobby Charlton. Figlio del direttore di gara Clive, per Oliver Jr arbitrare è una cosa di famiglia: anche sua moglie Lucy infatti è una direttrice di gara. Oliver comincia ad arbitrare a 14 anni, scalando rapidamente le graduatorie del calcio inglese. Nel 2007, a soli 22 anni, dirige la finale play-off di National Conference, in palio l'accesso alla quarta serie (ovvero il passaggio dal calcio dilettantistico al professionismo). Quel giorno diventa il più giovane fischietto di sempre ad arbitrare una partita ufficiale a Wembley.

Nel frattempo ha già stabilito altri record, quello di più giovane arbitro di League Two (quarta serie), e di più giovane quarto uomo della Premier League. Per il debutto nella massima serie deve attendere l'agosto 2010 quando viene designato per la gara Birmingham City-Blackburn. A 24 anni e 182 giorni stabilisce l'ennesimo primato. Da allora ha diretto 199 incontri in Premier, l'ultimo dei quali - sabato scorso - il derby di Liverpool. La promozione europea arriva nel 2012 quando ottiene la licenza Uefa, tre anni più tardi arbitra la finale mondiale Under 17. Due stagioni fa il suo esordio in Champions, ma solo lo scorso gennaio è stato inserito nella ristretta cerchia dei direttori di gara «Fifa Elite».

Quelli ritenuti migliori da Pierluigi Collina, meritevoli delle partite più importanti. Come appunto la sfida del Bernabeu, finita sotto i riflettori per il rosso a Buffon. Una prima volta assoluta per il portiere italiano, ma non per Oliver che in passato si era già trovato in una situazione simile. Alle prese con un portiere - all'epoca il nazionale Joe Hart, durante un derby di Manchester - che protestava veementemente per una sua decisione. Nella circostanza Hart gli si era così avvicinato da sfiorarlo con una testata. Oliver non aveva estratto il cartellino rosso, finendo per essere accusato di sudditanza e mancanza di personalità. Oggi, tra i molti commentatori inglesi che hanno difeso il suo operato a Madrid, c'è stato anche chi ha ricordato quest' episodio, interpretando l'espulsione di Buffon come un riscatto personale da parte del fischietto inglese


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