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Cresce la tensione, striscioni esposti nella notte. Domani tutti al Menti

Lo striscione esposto nella notte dalla tifoseria berica

VICENZA - Cresce la tensione in città sul destino del Vicenza Calcio, sempre più appeso ad un filo. Dopo la riunione del tifo organizzato, conclusasi nella tarda serata di ieri al bar dello stadio Menti, nella notte sono stati esposti due striscioni. Il primo sulla recinzione dell’antistadio, in via Schio, di fronte all'università: nel mirino l'attuale amministratore unico. «Sanfilippo fuori dai c…», diceva lo striscione firmato dalla Curva Sud. Lo stesso è stato tolto o strappato nella stessa mattinata di oggi. Un secondo è stato invece esposto nella zona industriale della città, dove si trovano le aziende della famiglia Franchetto. «Grazie sign. Franchetto», diceva lo striscione, ovviamente ironico.

Oggi pomeriggio la squadra si allenerà al centro tecnico di Isola Vicentina, mentre domani nel primo pomeriggio i giocatori terranno, nella sede dell'Aic a Vicenza, una conferenza stampa in cui racconteranno tutte le verità della vicenda. A seguire, attorno alle 15-15.30, è previsto un allenamento (che potrebbe essere l'ultimo a ranghi completi) previsto allo stadio Menti: alla seduta, a porte aperte, sono invitati tutti i tifosi biancorossi.

Intanto, nel pomeriggio di oggi, l'Associazione Italiana Calciatori, ha confermato lo sciopero dei calciatori del Vicenza Calcio per sabato 13 gennaio, giorno in cui è in programma il derby di Coppa Italia contro il Padova, che quasi sicuramente non si disputerà. «Nulla è cambiato di fatto - spiega in una nota l'Aic - dalla proclamazione dello stato d’agitazione. La società non ha ancora corrisposto alcunché e la nuova proprietà, anche nell’incontro svoltosi questa mattina, non ha manifestato alcuna volontà di pagare gli stipendi i calciatori da luglio 2017 non hanno percepito alcuna mensilità sulle quattro maturate, né hanno certezze sul proseguimento dell’attività sportiva».

E sempre nel pomeriggio di oggi, il tecnico del Vicenza Nicola Zanini, vicentino doc, cresciuto da calciatore nella società biancorossa e venduto alla Juventus all'età di 16 anni, è stato ospite della trasmissione "Tutti convocati" su Radio 24. «Qui la situazione è drammatica - le parole di Zanini - per quello che può essere un discorso sportivo, io da vicentino la vivo un po’ amplificata, la subisco ancora di più, non vorrei mai pronunciare la parola fine ma ho paura che siamo verso la fine di tutto al Vicenza. Noi non prendiamo lo stipendio da settembre , ci sono state promesse una serie di scadenze mai rispettate. Io ho tanti giocatori che guadagnano veramente poco, stiamo parlando di 1000-1200 euro al mese: mi vergogno di dire che ho telefonato i proprietari di casa dei miei ragazzi per dirgli di aspettare con gli affitti arretrati. E' proprio la gestione della vita che diventa difficile, non non posso chiedere ad un ragazzo di fare i 1000 metri se questo non ha i soldi per pagarsi da mangiare, siamo davanti a queste situazioni, è difficilissimo per me».

«Domani i ragazzi in conferenza stampa - ha aggiunto Zanini - diranno tutte queste cose, perché è giusto che tutti sappiano queste cose. Si è anche chiesto, ve lo dico sinceramente, di dare una mano a questi ragazzi anche a dicembre, una mano ai ragazzi più in difficoltà, servivano veramente 1000 euro a ragazzo. Questo è un altro calcio lo so, ma noi qui a Vicenza abbiamo 6.200 abbonati, non so quante squadre di serie B li hanno».





 


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