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Schumacher junior, un week-end da... campione: titolo Europeo a un passo

Schumacher junior, un week-end da... campione: titolo Europeo a un passo

«Per me è stato tutto chiaro sin dall’inizio, mi interessano le corse. Aspettative? Dare il massimo, imparare a conoscere la squadra con cui gareggio e le mie possibilità. Obiettivo? Arrivare in Formula 1». Molti altri giovani piloti hanno pronunciato queste parole e rivelato il loro sogno. Ma uno solo si chiama Mick Schumacher. Arrivato a 19 anni, dopo un lungo apprendistato, fra kart e categorie minori, il figlio del sette volte campione del mondo è alla svolta decisiva della sua carriera. Da domani sarà impegnato a Hochenheim, in Germania, dove è in programma la fase finale dell’Europeo FIA di Formula 3. 
Ultimo weekend con tre prove, delle 30 in calendario, per l’assegnazione del titolo. Schumy jr è in testa alla classifica con 49 punti di vantaggio sull’inglese Dan Ticktum, anche lui diciannovenne, che corre per il team tedesco Motopark Academy. 

LA POLEMICA
Fra i due avversari non c’è alcuna armonia. Il britannico nelle settimane scorse ha sollevato una rovente polemica contro Mick. «Non voglio indicare qualcuno di preciso - ha fatto sapere sui social - e nelle ultime gare la mia monoposto non aveva il ritmo giusto. Solo nella terza in Austria abbiamo fatto un passo avanti. Tuttavia, rispetto ai primi due al via nessuno ha avuto una chance di vincere, inclusi i loro compagni di squadra, che sono dei buoni piloti. Non dico che abbiano dei trucchi, ma potrebbero avere una mappa speciale di motore o qualcosa del genere. Purtroppo sto combattendo una battaglia persa poiché il mio cognome non è Schumacher».

LE MOTIVAZIONI
I primi due dello schieramento a Zeltweg erano Schumacher e Shvartzman della scuderia italiana Prema che ha già conquistato il titolo europeo per squadre. Mick non ha abboccato alla provocazione e non ha replicato alle accuse. Ma c’è una spiegazione suoi suoi recenti risultati che lo portato ad aggiudicarsi 5 gare consecutive, aggiungendole alle tre che aveva vinto in precedenza. Il giovane Schumi è sempre stato veloce, ma sbagliava molto. E’ stata la Prema dei fratelli Rosin a farlo maturare. Il team di Grisignano di Zocco, in provincia di Vicenza, ha formato dalla sua fondazione nel 1983 centinaia di piloti e diversi campioni, fra gli ultimi Charles Leclerc. Preparazione fisica e mentale, simulatore di gara, consigli tecnici e tattici, una macchina competitiva e Mick si è trasformato in un pilota deciso, sicuro di se stesso e capace di dimostrare senza dubbi il suo talento.
E’ stato Renè Rosin, team manager della Prema, a spiegare l’evoluzione del figlio d’arte: «Già nelle prime corse del 2018 avevamo notato in lui un grande potenziale. Ma mancava di continuità: tempi validi nelle prove, buone qualifiche, seguite però da gare non eccezionali. Qualche sbaglio lo facevamo noi, altri lui. Poi ha avuto fiducia nei suoi mezzi, ha messo da parte la pressione che accusava portando quel cognome così pesante».
Baby Schumi potrà conquistare il titolo o anche perderlo. Ma la sua carriera ormai è segnata. In ogni caso il prossimo anno sarà in F2. E poi si vedrà. E’ un pilota indipendente, con un angelo custode, la sua manager Sabine Khem che è stata anche addetta stampa del padre. 


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