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Il veronese Viviani vince anche a Iseo, 4 i suoi sigilli: è il re dello sprint

Il veronese Viviani vince anche a Iseo, 4 i suoi sigilli: è il re dello  sprint

C'è il giorno del poker di Elia Viviani al Giro d’Italia prima del decisivo trittico in montagna. Ancora una vittoria per il campione olimpico della Quick Step Floors che sul traguardo di Iseo ha conquistato il quarto sigillo alla corsa rosa battendo allo sprint sotto il diluvio Sam Bennett. La diciassettesima tappa di 155 chilometri da Riva del Garda è andata al veneto che dopo aver trionfato a Tel Aviv, Eilat e Nervesa della Battaglia ha conquistato la frazione bresciana che precede i tre giorni di montagna, i tre giorni di terribili battaglie. La maglia rosa è sempre più salda sulle spalle di Yates e domani l’arrivo in salita a Prato Nevoso, con 2000 metri di dislivello, potrà dire qualcosa in più.

Una volata difficile, oggi a Iseo, e resa complicata dalla pioggia che ha fatto diventare l’asfalto una tavola scivolosa. La Quick Step Floors di Elia è la squadra del vento e della pioggia e più di altri sa sfruttare il tempo avverso. Lo sa domare portandolo al proprio vantaggio. La tappa era congeniale a Bennet, il corridore della Bora Hansgrohe e grande velocista, ma il veronese è stato più forte e ora la maglia ciclamino della classifica a punti la porterà lui sulle spalle a Roma. Il terzo posto è andato Niccolò Bonifazio della Bahrein Merida che ha preceduto Danny Van Poppel della Lotto NL-Jumbo seguito da Goncalves della Katusha Alpecin.
Una volata tattica quella di Viviani, con una strategia cambiata in corsa. Elia si è messo alla ruota di Bennett, poi sono arrivati i compagni Stybar e Sabatini e l’azzurro ha seguito loro senza più curarsi di Bennett.
«Bennett oggi poteva pareggiare il conto (adesso siamo 4-2 per Viviani, ndr) – ha spiegato Elia – e la tappa sembrata tagliata su misura per lui. Sabatini nel finale è tornato in grande condizione e ha tirato una volata perfetta. I ragazzi alla fine hanno preso la testa sotto la pioggia e io ho avuto un bel vantaggio dal mio treno. È stata una tappa dura perché nessuno voleva lasciare andare la fuga. Ogginon abbiamo lavorato tanto, ci hanno messo un po’ in difficoltà nelle salite e abbiamo giocato di più di strategia. Speravano di arrivare sul traguardo asciutto e invece c’era la pioggia. Dopo le Olimpiadi di Rio volevo tornare al Giro da protagonista e ora ci sono riuscito».
 
ECCO IL TRITTICO
Domani partirà il trittico delle tappe alpine, tre giorni difficili per tutti dove le gambe migliori proclameranno il vincitore, non solo delle tappe ma dell’intero Giro. Saranno importanti le alleanze in corsa tra quei corridori che vogliono far saltare Yates che domenicaa Roma potrebbe diventare il primo britannico a vincere la corsa rosa. E’ un autentico talento, Yates, che oltre alla maglia rosa indossa anche quella azzurra di miglior scalatore ed è anche al terzo posto di quella ciclamino per i velocisti. Sembra inarrivabile quest’esile giovanotto che non pesa neppure 60 chili.
Domani sarà il primo di tre giorni di passione con 2000 metri di dislivello, tutti nel finale. Potrebbe andare bene l’olandese Dumoulin che lo scorso anno a Oropa vinse in una frazione simile. Quella numero diciotto sarà una tappa-verità: nessuno si potrà nascondere e sarà l’antipasto di quello che accadrà venerdì sul Colle delle Finestre e sabato a Cervinia.  Tutti contro tutti, e la parola d’ordine sarà quella di mettere in difficoltà Yates. Non sarà una salita ripidissima, domani, ma sarà lunga e trarranno vantaggio i corridori che potranno contare su una squadra forte.
Roma proclamerà il suo vincitore domenica, ma fino ad allora si assisterà ad una guerra su quelle salite che rendono immortali i corridori. Froome domani potrebbe attaccare per cercare di salire su podio e Pozzovivo terzo non si farà trovare impreparato. Appena 56” dividono Dumoulin da Yates, mentre tra Froome quarto e Pozzovivo terzo il distacco è di appena 39”.
Domani ci sarà spettacolo e l’attacco per la vittoria potrebbe venire anche da parte di Lopez, il colombiano dell’Astana che ha tolto la maglia di miglior giovane all’uruguaiano Carapaz della Movistar.
 
IL RIVALE DI YATES
Dumoulin si mostra arrabbiato. «Speravo di far meglio nella cronometro di ieri, sono un po’ deluso – ha detto Tom - ma nel ciclismo è così. Speravo di vincere o di guadagnare più tempo su Yates ma così non è stato. Il Giro finirà a Roma e fino a quel giorno cercherò di fare del mio meglio. Mi sento bene quest’anno ma Yates per il momento è troppo forte e almeno per me è veramente di un altro livello. Non escludo alleanze in gara con Froome, non ne ho parlato con lui ma non escludo che possano esserci. Speravo di riposare un po’, oggi, ma così non è stato. Spero di poter attaccare domani è una buona tappa per me anche se non l’ho mai fatta, è un po’ come quella di Oropa dello scorso anno dove ho vinto. Tutto dipenderà dalle gambe».
Dal canto su, Simon Yates ha fatto il punto sulla tappa. «In questo Giro non si riesce ad avere una giornata tranquilla – ha detto il britannico - Quella che oggi doveva essere una giornata tranquilla è diventata complicata per la pioggia. È un corridore molto forte, Dumoulin, e mi aspetto che faccia qualcosa nei prossimi giorni».
 
RISULTATO FINALE
1 - Elia Viviani (Quick-Step Floors) - 149,5 km in 3h19’57”, media 44,861 km/h
2 - Sam Bennett (Bora - Hansgrohe) s.t.
3 - Niccolò Bonifazio (Bahrain - Merida) s.t.
4 - Danny Van Poppel (Team Lotto NL - Jumbo) s.t.
5 - Jens Debusschere (Lotto Soudal) s.t.
 
CLASSIFICA GENERALE
1 - Simon Yates (Mitchelton - Scott)
2 - Tom Dumoulin (Team Sunweb) a 56"
3 - Domenico Pozzovivo (Bahrain - Merida) a 3'11"
4 - Chris Froome (Team Sky) a 3'50"
5 - Thibaut Pinot (Groupama - FDJ) a 4'19"


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