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Zverev: «Roma è il mio torneo, qui posso tornare ad essere vincente»

Zverev: «Roma è il mio torneo, qui posso tornare ad essere vincente»

A Roma ha un ruolino di marcia impressionante: tre partecipazioni, due delle quali concluse in finale, con una vittoria nel 2017 e una sconfitta, lo scorso anno contro Nadal. Ma l’Alexander Zverev che arriva quest’anno al Foro Italico sembra meno granitico di quello degli ultimi due anni: non ha ancora alzato al cielo un trofeo nel 2019 e negli ultimi sette tornei non è mai andato oltre i quarti. 
Dopo Madrid ha detto che sta ritrovando la forma migliore gara dopo gara. Come sta adesso?
«Sapevo che il passaggio sulla terra avrebbe richiesto del tempo di adattamento. Ma ogni torneo, finora, è andato meglio del precedente, anche se non è arrivata la vittoria. A Madrid, contro Tsitsipas, il match è girato su alcuni momenti chiave. Avrei potuto vincere in due set e se avessi passato quel turno chi può dire cosa sarebbe successo dopo?».
Una questione di fiducia, oltre che di condizione?
«Sicuramente. Stefanos, per esempio, attraversa un momento in cui tutto gli riesce bene. Vincere aiuta a vincere e lui lo ha fatto molto quest’anno, io no». 
Sempre in Spagna ha parlato della necessità di ritrovare un tennis più aggressivo.
«E’ così. Quando riesco a imporre il mio gioco, aprendo il campo con il rovescio, le cose vanno meglio. Purtroppo non riesco ancora a farlo con continuità, soprattutto nei momenti chiave. Ma, come ho già detto, sono sicuro che qui andrà a meglio».
Anche perché il feeling con il torneo è indiscutibile.
«Be’, direi che gli ultimi due anni sono andati bene…».
Quest’anno, come un anno fa, il suo cammino a Roma comincerà contro Matteo Berrettini.
«Sì, ma quello dello scorso anno era un altro giocatore. Da allora Matteo è cresciuto moltissimo, ha vinto i suoi primi tornei. Impossibile fare un paragone».
A cosa dovrà stare attento contro il tennista romano?
«Sta giocando molto bene sulla terra rossa. Ha un servizio molto potente e dovrò evitare di insistere troppo sul suo dritto».
A consigliarla, nel suo angolo, non ci sarà Ivan Lendl. Come va la collaborazione?
«Presto lo vedrete. Comunque rispondo a questa domanda ogni settimana. A Miami prima del viaggio in Europa e poi a Montecarlo, Barcellona, Monaco e Madrid...».
Comunque un’assenza che si aggiunge a quella di Patricio Apey, il suo ex agente con cui ha intrapreso una battaglia legale. 
«Una cosa che mi toglie moltissimo tempo e consuma energie. Non avendo più una figura di quel tipo, devo risolvere un sacco di altre questioni da me. Fino a qualche mese fa vivevo una vita in cui tutti i problemi venivano risolti per me, io dovevo pensare a giocare a tennis e basta. Adesso non è più così».
Per quanto andrà avanti da solo?
«Spero non così a lungo. Ma non dipende solo da me, c’è qualcuno che sta provando a rendermi le cose difficili…».


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