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La Francis stupisce tutti nei 400. Lingua primo finalista italiano nello stadio

La Francis stupisce tutti nei 400. Lingua primo finalista italiano nello stadio

Colpo di scena nei 400 femminili: tra le due litiganti, la terza gode. Doveva essere sfida a due tra Shaunae Miller e Allyson Felix nella finale iridata sul giro di pista, invece a rivestirsi d’oro è l’americana che non ti aspetti: Phyllis Francis col personale a 49”92.

Pioveva, ma non faceva così freddo l’anno passato a Rio quando la Miller si tuffò sul traguardo beffando la Felix. Stavolta le condizioni atmosferiche sono decisamente peggiori, ma gli occhi del mondo sono ancora sulle due corsie centrali. Per 380 metri non c’è storia con la Miller leader indiscussa, ma negli ultimi 20 metri la bahamense si impalla e chiude al quarto posto. La Felix non ne approfitta ed è solo terza (50”08), mettendosi al collo comunque la quattordicesima medaglia mondiale della carriera e raggiungendo nella speciale classifica Merlene Ottey.

Il ventunenne norvegese Karsten Warholm vince i 400 ostacoli davanti al turco Yasmani Copello e all’americano Kerron Clement. Nel peso femminile oro alla cinese Lijao Gong (19.89), bronzo a Michelle Carter (19.14).

Nella serata in cui l’Italia piazza il primo finalista nello stadio, Marco Lingua dodicesimo nelle qualificazioni del lancio del martello (degna ricompensa dopo i tre nulli di Pechino e Rio), va in scena anche l’atto conclusivo del Mondiale di Filippo Tortu sui 200. Il brianzolo è sesto nella semifinale vinta dall’americano Isiah Young (20”12). “Il Mondiale mi ha fatto capire che i mostri della specialità non sono distanti da me. Ho fatto una buona gara, non penso di dover correggere nulla per le prossime. In semifinale mi sono espresso bene, pensando alla mia gara e non agli avversari. Mi è servito fare sia gli Europei under 20 che i Mondiali. Sono contento e vivo questi momenti di visibilità con piacere, perché ripagano i miei sforzi di tutti i giorni”, osserva un infreddolito Tortu. Alle spalle di Young si piazza il botswano Isaac Makwala. Sì, proprio lui, l’uomo escluso dalla finale dei 400 per via della quarantena di 48 ore imposta dalle autorità inglesi in seguito alla gastroenterite. Nel pomeriggio di mercoledì la Iaaf lo riammette in gara nel mezzo giro di pista, così due ore prima della semifinale Makwala corre la batteria in solitaria, effettuando dopo il traguardo una serie di flessioni per dimostrare al mondo di stare bene. Nella finale di giovedì sera Van Niekerk, entrato tra i migliori otto con il secondo tempo di ripescaggio, dovrà fare i conti anche con lui.

Intanto, l’Italia si gode la finale acciuffata dal martellista Marco Lingua: “Me la merito per tutti i sacrifici che ho fatto e che la mia famiglia ha fatto con me. Quando ho visto i risultati del secondo gruppo e il mio dodicesimo posto ho pensato subito a mia moglie Desiree, che io scherzando chiamo Santa Desiree, e ai miei figli Dylan, Brian e Nicole. Questa finale è anche loro”. Appuntamento venerdì sera alle 21.30.


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