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Detti in finale nei 400, la 4x100 sl vola a Tokyo, Di Liddo da record

Gabriele Detti in azione nei 400

A pranzo con Gabriele ma non solo: nella finale dei 400 stile libero che si disputerà a Gwangju mondiale proprio a quell’ora (la sessione comincia alle 20 coreane, le 13 italiane) sarà sui blocchi di partenza per l’Italia anche la matricola Marco de Tullio, classe 2000. Per il caffè arriveranno anche i ragazzi della staffetta 4x100 stile libero, Condorelli, Frigo, Bori e Miressi che si sono qualificati per la finale con il quinto tempo ed hanno prenotato il volo olimpico per Tokyo 2020. E l’Italia migliora subito un suo record: Elena Di Liddo nuota i 100 farfalla in 57.18, ed è primato nazionale.

GABRIELE QUARTO TEMPO
Non vedeva l’ora di gareggiare, Detti: l’ha fatto bene, vincendo la sua batteria in 3:45.49, quarto tempo del ranking generale: sempre in controllo della situazione, Detti è passato in testa alla virata dei 350 metri ed ha preceduto l’australiano Horton e l’americano Grothe. “Volevo toccare avanti per non trovarmi in una corsia laterale. Sarà una bella finale. Volevo essere di fianco a Sun Yang e al lituano, meglio il lituano che parte a stecca anche se qui ha fatto una gara diversa. Se cambiasse idea, proverò a stargli un po’ in scia. Ho fatto una gara controllata, anche se in batteria è sempre difficile”.

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Marco De Tullio ha 18 anni. Per il settimo tempo che vale la finale, 3:45.99, c’è il miglioramento sul personale di quasi un secondo: era 3:46.89. A pranzo ci sarà anche lui. “La finale era l’obiettivo. Ora la disputerò senza aspettative ma con la voglia di fare ancora meglio. Magari mi miglioro ancora e li impensierisco”. Così in finale gli italiani saranno due, come i cinesi e gli australiani: mica male.

IL SOLE CINESE
Sun Yang, cioè di cognome “sole” in inglese, ha il miglior tempo nella gara di Gabriele: 3:44.10. Sotto il 3.45 vanno solo lui, il lituano Rapsys e l’australiano McLoughlin. Sun Yang gira circondato da guardie del corpo e da sospetti: le chiacchiere sul doping sono sempre all’ordine del giorno quando si tratta di sportivi di Pechino e lui è pure sotto inchiesta tra provette distrutte a martellate (pare) e altre controverse procedure.

I RAGAZZI DEL CAFFE’
Arriveranno a fine pranzo e fine sessione della sera coreana i quattro giovani della staffetta. Il tempo ottenuto è di 3:12:66, i parziali 48.67 er Condorelli, 47.90 per Frigo, 48.49 per Bori e 47.60 per Miressi, quarta frazione più veloce di tutte. Miglior crono Usa, 3:11.31 e senza i grossi calibri. La finale raggiunta fa anche raggiungere all’Italia le Olimpiadi: valeva la qualificazione a Tokyo 2020. In finale davvero la meglio gioventù del settore. Il ranking recita Usa, Gran Bretagna, Russia, Australia, Italia, Brasile, Francia e Ungheria. Naturalmente in varie staffette “arrivano i loro”, tenuti a risparmio in batteria, e molto cambierà con i cambi. I nostri saranno questi. “Mai nuotata una frazione lanciata così veloce” dice Bori; “Un po’ d’emozione, speravo di far meglio” sostiene Frigo; “Per essere una composizione e una batteria abbastanza bene; ma in finale dovremo fare molto di più” commenta Miressi.

ILARIA VA AVANTI
Il primo azzurro a scendere in acqua per il nuoto è stata Ilaria Cusinato, impegnata nei 200 misti. Ha ottenuto il dodicesimo tempo, 2:12.6, entrando perciò in semifinale. Il miglior crono lo ha strappato l’ungherese Katinka Hosszu, dominatrice della specialità dal mondiale del 2013, comprese le Olimpiadi e gli Europei del frattempo: 2:07.02 il tempo della Hosszu, che ha seminato per le corsie le altre, la migliore delle quali (2:09.45) è stata la cinese Ye Shiwen che quando aveva 16 anni, a Londra 2012, nuoto gli ultimi 50 metri dei 400 misti più velocemente di quanto non avesse fatto il maschio vincente della sua gara, l’americano Ryan Lochte.

“TEMPO BUONISSIMO”
“Sono contenta, ci tenevo a fare bene, sono fiduciosa: in acqua sto benissimo e mi sono preparata a puntino. Se nuotassi in linea con il mio personale, la finale sarebbe sicura. Superare la semi non sarà facile, ma me la gioco”, dice Ilaria.
E aggiunge: “Ho sentito le gambe un po’ pesanti, ma ci sta alla prima gara e per la tensione del mondiale. Non mi nascondo: mi sono preparata bene e sono sicura di fare bene”. Ilaria è tornata da poco ad allenarsi con il suo primo coach, Alessandro Chinellato, dopo un periodo passato nel “santuario” di Ostia con Stefano Morini.

IL PRIMO TOCCO
La prima a toccare da vincitrice, ma di batteria, la piastra della gloria, è stata la cipriota Alexandra Schoegoloeva, millennial del 2001. E’ solo una curiosità statistica: il suo 2:20.66 è stato il trentesimo crono.

FARFALLE AZZURRE
Elena Di Liddo e Ilaria Bianchi, le arcirivali del nuoto italiano, passano entrambe il turno nei 100 farfalla. Per la Bianchi c’è il quindicesimo tempo, 58.28, per la Di Liddo uno strepitoso quarto crono, 57.18, che è anche il nuovo record italiano che Elena strappa proprio ad Ilaria, 57.22. La più veloce è la svedese Sjoestroem davanti alla McKeon, australiana, e alla Macneil, canadese. “Non mi aspettavo di andare così forte in batteria” dice Elena. “Avere la Sjostroem a fianco è uno stimolo: ho visto che ero in linea con lei e ho pensato che stesse per accadere qualcosa di importante. In semifinale sarà un’altra gara, certo; ma spero di confermare il tempo”. “Non è andata bene, però sono entrata in semifinale; magari girerà meglio” è il parere della Bianchi.

FARFALLONE AMERICANO
Dichiara subito le proprie intenzioni Caeleb Dressel, gigante statunitense che punta a otto ori dopo i sette conquistati a Budapest 2017: nuota i 50 farfalla in 22.84, come fa anche l’ucraino Govorov, primatista del mondo. Anche qui c’è un azzurro che avanza, Piero Codia, quattordicesimo in 23.52. Ha raggiunto la squadra giovedì scorso: era impegnato con gli esami universitari. “Ho buone sensazioni per i 100”.

IL LEONE E ALTRE RANE
Adam Peaty, il leone della nuova rana, miscuglio tra tatuaggio gigante (il primo) e lo stile natatorio (il secondo) dichiara subito lo strapotere nei 100: 57.59 il suo crono. Gli altri poco sotto o sopra i 59 secondi. Tra gli altri, promossi alle semifinali, i due azzurri, Nicolò Martinenghi (quattordicesimo, 59.58) e Fabio Scozzoli (quindicesimo, 59.61) che ha avuto il miglior tempo di reazione al via. Nicolò ha avuto un bel finale, nella batteria vinta dall’inglese Wilby, l’”altro” inglese. “Tanta fatica” dichiara Martinenghi detto Tete, “e in semifinale bisognerà farne di più”. “Bisognerà nuotare da 59.2 o 59.3 per entrare in finale, siamo tanti e tutti lì”, dice Capitan Scozzoli. Tutti, a parte Peaty, prossimo baronetto per meriti sportivi.

TUTTI GLI OCCHI SU KATIE
La Ledecky richiama l’attenzione del mondo e del mondiale. E Katie si presenta subito con il miglior tempo (4:01.54) nei 400 stile libero; seguono l’americana le ragazze del Terzo Millennio che vogliono scalzarla: l’australiana Titmus, del 2000, 4:02.42, l’ungherese Kesely, del 2001, 4:03.51, e la cinese Wang, del 2002, 4:03.97. Sono tutte possibili avversarie per Simona Quadarella, che non ha partecipato a questa gara per concentrarsi su 800 e 1500, le cui batterie sarannodomani.


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