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Devono lavorare: le campionesse della Permac costrette a rinunciare alla sfida di Coppa

Le ragazze della Permac

VITTORIO VENETO - Niente semifinale e relativo sogno di vincere la Coppa per.. motivi di lavoro. Succede nel calcio femminile per le ragazze trevigiane dell'Asd Permac Vittorio Veneto«Non saremo in grado di disputare il ritorno della semifinale di Coppa Italia, mercoledì  contro la Riozzese - recita una nota ufficiale della società - Gli impegni lavorativi di diverse (troppe) atlete non ci consentono di affrontare la trasferta in terra lombarda. Ricordiamo che già per i quarti di finale la nostra società è stata costretta ad una trasferta massacrante a Genova in un mercoledì lavorativo (partenza alle 5 di mattino rientro alle 3 di notte), anche in quell'occasione con numerose assenze. Si era cercato, tramite un gentlemen’s agreement pre-sorteggio, di evitare questo disguido proponendo soluzioni, ma non sono state accettate»

La Permac aveva proposto lo spostamento del match di andata alla domenica e il ritorno  da mercoledì al sabato pre-pasquale. «Dopo il sorteggio, con l’andata di nostra competenza, abbiamo provveduto subito al cambio giornata, facendo anticipare la gara maschile al sabato per aver libero il campo alla domenica, e rispettare l’impegno preso. Per il ritorno, purtroppo, non c’è stata la stessa disponibilità da parte della squadra avversaria. Ci rammarica moltissimo di dover prendere la decisione di non prendere parte all’incontro. Una sconfitta per lo sport in generale e soprattutto per il movimento e la crescita del calcio femminile. Non si può costringere ragazze che studiano e lavorano ad impegni infrasettimanali di tale importanza. È stato deprimente, commovente e molto, molto doloroso, guardare negli occhi in lacrime le ragazze costrette a dare forfait - scrive la società - Si sono sentite  quasi colpevoli con la loro assenza (solo perché costrette ad andare a lavorare e non alla partita), di aver infranto il sogno delle compagne di giocarsi un traguardo storico, sudato e combattuto tutto l’anno...o tutta la vita! Speriamo almeno che questo sacrificio posso essere utile in futuro ad una maggiore attenzione, considerazione e soprattutto rispetto per questo meraviglioso mondo chiamato Calcio Femminile ed alle sue splendide, appassionate protagoniste».


© RIPRODUZIONE RISERVATA



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COMMENTA LA NOTIZIA
4 di 4 commenti presenti
maurizzzio
2019-04-16 07:32:38
Un po' ridicolo che le aziende spendano milioni in pubblicita' e poi rinuncino a questa gratuita. Il calcio femminile e' uno sport in espansione, anche come interesse del pubblico. Rinunciare a questa occasione per "impegni di lavoro" mi sembra ridicolo. In altri contesti i colleghi hanno donato giornate di ferie e chi ne aveva bisogno (per motivi piu' seri) . Un po' di orgoglio aziendale ?
copppertone
2019-04-15 20:52:31
se sono dilettanti non capisco perchè facciano trasferte così lontane. se non sono dilettanti che si facciano pagare dagli sponsor.
el diablo fetente
2019-04-15 18:11:02
Ma possibile che i datori di lavoro, per una volta, non diano un permesso????
erbengio
2019-04-15 13:47:00
Questa societa del liberismo capitalista anarchico sta rovinando anche lo sport dilettantistico, che una volta era concentrato solo nei fine settimana; ma ora purtroppo, con questo andamento egoistico, anche questo non sarebbe più possibile perchè molti giovani sono costretti loro malgrado, a lavorare anche di sabato e di domenica pur di mantenere il posto di lavoro. Viviamo tutti in un regime di liberta condizionata dai potenti.

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